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BIT_ANAG

Chi mi conosce sa cosa penso dell’esempio della fu « industria di stato » ed in particolare dell’intervento statale nell’economia. Ma sul caso Finmeccanica credo che lo Stato debba fare la sua parte. Mi spiego. Al di là delle vicende giudiziarie riguardo alle quali non posso e non voglio dir nulla perché non conosco le carte e soprattutto perché l’iter giudiziario è giusto giusto iniziato, temo che le reazioni “estremistiche” che ho sentito negli ultimi tempi non possano che indirizzare la vicenda verso la solita vorticosa buca del “masochismo italiano” di sempre. Al solo sentore del termine tangenti ecco che i tanti si alzano in piedi a gridare “Liberalizziamo Finmeccanica!” “Vendiamola e risaniamo il debito pubblico!” etc.. Ma, chiedo a questi signori, proprio ora? Sì, ora nel pieno della bufera? E soprattutto, così di getto senza il minimo ragionamento di convenienza economica? Mi spiego nuovamente. La svendita dell’industria di Stato la conosciamo bene. Altro che public company, in Italia le liberalizzazioni hanno spesso generato veri e propri monopoli nel purissimo senso del termine. Un’ulteriore battuta: vogliamo vedere uno dei pochi autentici gioielli di famiglia (come l’Eni ad esempio) ad investitori esteri? Bene, non sono affatto contrario, ma anche in questo caso temo la svendita e soprattutto chi crede di vendere all’estero valutando l’investitore d’oltre confine più etico di quello di italica fattura resterà senza dubbio deluso. Mi chiedo infatti: come si comportano altrove con gli scandali di questo genere (vedasi Francia e Germania…)?

Insomma, occhio alle scelte avventate e soprattutto all’inconsapevole svendita del vero patrimonio di stato (termine che mi mette comunque paura..). Perché quel che andrebbe tagliato e venduto è ben altro. Si riformi piuttosto il meccanismo di nomina degli amministratori e si valuti l’allargamento del flottante quotato con la presenza comunque della golden share pubblica.

Un’ultima battuta. Se la vicenda giudiziaria darà torto all’accusa (al termine di tutto l’iter giudiziario ovviamente), chi rimborserà del danno i piccoli azionisti di borsa? Non lo Stato, ma i piccoli risparmiatori. Già, chi?