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A Rimini deve esserci l’aria buona. Un’aria che ti porta a parlare, parlare, parlare. Tante parole che hanno il gusto di tante promesse. Belle idee, grandi progetti, qualche sogno. Attenti, non voglio parlare di Balena Bianca! Eheheh..

Voglio concentrare il pezzo sui fatti, non è tempo per l’aria fritta! Il viceministro Ciaccia ha di fatto lanciato alla platea del Meeting più famoso d’Italia e di conseguenza sul tavolo del prossimo Consiglio dei Ministri l’idea di una totale defiscalizzazione delle infrastrutture realizzate in project financing con capitali privati. Senza dubbio un’idea condivisibile, una forma di incentivazione interessante per le tante, troppe, grandi opere incompiute o mai partite. Eh sì, però, qui parliamo di grandi opere. Ed ecco che mi nasce il dubbio, l’ovvio dubbio che di fatto l’incidenza di questa misura finirebbe per essere una semplice goccia nel grande stagno del tessuto economico italiano. Anche perché, già come capitò la scorsa volta, e come spesso capita in Italia, una bella idea viene poi rovinata nella pratica. Non voglio fare il catastrofista, ma vedendo quando già successo con la cosiddetta spending review non so cosa aspettarmi. Questo sprazzo di “fisco buono”, come lo ha chiamato il Sole24ore ad esempio, non mi convince. La realtà dei fatti è che la classe media della struttura sociale italiana è in piena difficoltà. Il vero nervo produttivo del sistema economico italiano sta soffrendo per due principali problemi: il livello di imposizione fiscale ed i troppi sunk costs del sistema burocratico ed amministrativo. L’ennesima sberla? La benzina, per una realtà produttiva che viaggia fin troppo “su gomma”. Insomma, il “fisco buono” oltre che operare ad alti livelli dovrebbe ricordarsi anche di quelli intermedi ed anche di quelli al di sotto della linea di benessere. La ripresa deve necessariamente avvenire dal basso, dalle realtà più tartassate e spennate da questo Stato impositore.

Caro Premier, la lotta all’evasione è cosa buona e giusta, ma non basta certo, da sola, per porre le basi della ripresa . Perché non cambiare quegli impedimenti e quei retaggi di un tempo passato, di un tempo delle misure pasticcione e tappabuchi? Perché, forse, quei tappi sono così necessari a non svegliare quei gruppi di interesse tanto cari a certi salotti..

Voglio peccare, fatemi pensare male!