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Tutto è bene ciò che finisce bene, però! Eh sì, c’è sempre un però. Quando è emersa la vicenda della “violazione” dei blocchi di accesso alla Val Ferret chiunque aveva individuato un comportamento scorretto (quello avuto dal gruppetto di amici del Sig. Mora – lo chiamo signore così, a scanso di equivoci, in quanto al mondo siamo tutti signori di noi stessi, senza necessità di controllo di titoli di tipo accademico) da un lato ed una “parte lesa” (l’ordinanza comunale in primis e gli addetti valle che lavorano per farla rispettare) dall’altra. Ma, come spesso accade, le cose non stanno così. Infatti è tutta colpa di un piccolo, innocuo, semplice misunderstanding (in inglese fa più figo, senza dubbio).

Mi permetto però di porre alcune considerazioni, in quanto il mestiere (spesso ingrato) dell’addetto valle lo conosco bene e soprattutto in quanto cittadino semplice e semplicissimo de ma Quieumira.

Leggendo il comunicato stampa dall’ANSA di ieri delle 20.40 riporto che ”l’episodio ha avuto origine da un equivoco causato anche dalla notevole affluenza turistica che ha caratterizzato queste giornate e che ha visto gli addetti alle valli fortemente impegnati nell’attività di controllo e regolamentazione’‘, ecco quindi sorgere la questione dell’equivoco, ma soprattutto il preambolo alla conclusione più ovvia. In questi giorni le valli erano fortemente frequentate, gli addetti valle sotto stress ed ecco che per magia nasce un semplice equivoco. Il comunicato prosegue così dicendo ”gli amici del dottor Mora dopo essersi fermati al punto di controllo della viabilità a Lavachey, in attesa dello scadere del termine delle ore 16 per la limitazione del traffico, avendo visto due vetture proseguire e non sapendo che si trattava di veicoli autorizzati, hanno ritenuto che la limitazione fosse terminata e che fosse dunque possibile proseguire’‘. Ora, lo stress dei ragazzi e l’inconsapevolezza del “gruppetto Mora” in merito alle procedure di controllo/regolamentazione del traffico veicolare nell’ultimo tratto della Val Ferret hanno determinato il fatto che questi ultimi si sono sentiti liberi di passare al di là del “blocco”. Perdonatemi, ma da ex addetto valle mi scappa da ridere. Lo sapete Voi (o chi mi legge, e lo ringrazio sempre!) quante volte questo tipo di inconsapevolezza/incompresione avviene sul campo? Ogni giorno, certo non capita spesso di trovarsi davanti Gabriele (Lele) Mora (senza patente però…). Insomma, nessuno sproloquio, nessuna voce alzata tutto un equivoco, un vero ed unico caso di misunderstanding, ovviamente condito dal fatto che gli addetti valle in questi giorni erano sotto stress. E se da ex addetto valle ho avuto questo tipo di pensiero, da cittadino di Courmayeur vorrei esprimerne altri. Prima di tutto, mi par di capire, che questo comunicato congiunto di obamiana (esagero volutamente per rendere l’idea) fattura smentisce la reazione dell’Assessore al Territorio del Comune stesso. Eh già, è stato un semplice misunderstanding, cos’altro? Ma non solo, questo comunicato permette un chiara riabilitazione mediatica a chi è appena uscito di prigione (per motivi di salute) il cui interesse non è certo ora quello di alimentare polemiche di questo genere. Tutto spiegato, tutto risolto è stato un semplice misunderstanding! Ma da cittadino semplice e semplicissimo nutro alcune perplessità sulla forza che l’attore pubblico (il Comune) ha nei confronti di chi, nel bene e nel male, ha violato una propria ordinanza. Era necessario organizzare una conferenza stampa ovvero era necessario lanciare il sasso nello stagno di twitter con una mano per poi vederne un’altra (non la sorella di quella che ha lanciato il sasso, si intenda bene) ritrarre lo stesso sasso con fantozziane movenze? Purtroppo, e sottolineo il purtroppo, potremmo dire che questo avviene perché siamo in Italia (e mai come ora urlo forte “Secessione!”), l’Italia dei mediocri (come ha scritto qualcuno di più “Grandi” di me – e chi vuol capire capisca) e quindi vi sono cittadini di serie A che sbagliano ma non per colpa loro, e cittadini di serie B la cui colpa è massima sempre e comunque. Da cittadino semplice e semplicissimo di Courmayeur ritengo che l’attore (e definizione mai fu più azzeccata) pubblico in questo caso abbia fatto una pessima figura o meglio una “figuretta”.

Pertanto mi dico: perché non proporre allo stesso Comune di nominare il Lele nazionale cittadino onorario di Courma? Insomma, la Nostra località spesso si è fatta pubblicità grazie ai personaggi che la frequentano. Quale miglior candidato si potrebbe sognare ora come ora! La redenzione, la riabilitazione, il cambiamento sono qualità che di questi tempi vanno di moda, tanto, troppo di moda (solo per alcuni si intende). Ma rilancio, sì mi sento proprio di rilanciare sul tavolo da gioco della fantasia visto il prossimo, imminente impegno elettorale comunale. Proporre il redento Lele o meglio Gabriele quale sindaco di Courmayeur, proprio per il fatto che per sua stessa ammissione ha espresso la propria condivisione in merito alle modalità di intervento adottate per la tutela ambientale della Val Ferret. Quale miglior sindaco si potrebbe avere rispetto a colui che ama il territorio e le modalità messe in atto per la sua protezione (d’altra parte ha già avuto diretta occasione per saggiarne la qualità..).

Ops, forse occorrerà ancora attendere la fine dell’avventura giudiziaria del Sig. Mora…

Good morning Courmayeur!