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Berlusconi, Grecia, Lehman Brothers, Merkel, Papandreou, Sarkò
La bestemmia rappresenta l’estrema reazione di una persona sconsolata o meglio disperata di fronte all’ennesima situazione andata storta. L’annuncio del premier greco Papandreou di voler sottoporre il pacchetto di misure draconiane, richieste dalle Autorità europee in cambio dell’ennesimo blocco di aiuti concessi, a referendum, non merita che una risposta di questo genere. Sì, una bestemmia. L’assurdità del comportamento greco non merita comprensione. L’oggettiva difficoltà di un governo o meglio di un paese di mettere a posto i propri conti non si può certo risolvere con un referendum dall’esito scontato, proprio perché la soluzione proposta è impopolare e “cattiva”. L’Italia ha un governo che rimanda le proprie scelte, una opposizione che vive alla giornata e dei poteri forti (sindacati e Confindustria in primis) che tutto vogliono fuorché tutto, ma la Grecia ha seriamente superato ogni limite. Berlusconi è stato deriso da Sarkò e con lui l’Italia intera, ma al prossimo G 20 non è detto che madama Merkel, o chi per lei (forse lo stesso Sarkò dato che le banche maggiormente esposte sulla Grecia sono proprio quelle francesi), una bella pedata nel sedere di Papandreou potrebbe piazzarla. La situazione, signori miei, è grigia, molto grigia e forse anche peggiore di quella nel momento della caduta di Lehamn Brothers, perché qui parliamo in primo luogo di sistema Euro ovvero di una realtà sovrana, non solo nel debito.