Mentre il mondo dei media italiani si occupa di Noemi, o di dove dormirà Obama durante il prossimo G8 abruzzese, o meglio ancora di che fine faranno i “poverelli” che han partecipato al GF9, un grande silenzio cade sul panorama internazionale. Sì perché allo stesso tempo negli altri angoli del mondo le cose non vanno meglio. Obama spara proclami su Guantanamo, ma poi fa un passetto indietro, mezzo in avanti e da la colpa al Congresso, in Gran Bretagna si scoprono molto meno puliti e morali di quanto si ritenevano, presuntuosamente in pieno stile British, fino ad oggi, in Francia si domandano se Carlà sia incinta o meno. Insomma il silenzio è generale. Soltanto il caso GM, ovvero la grande spesa al discount dell’auto condotta da Fiat tiene banco sul piano economico. Sì, perché della crisi, o meglio del post sbornia non ne parla più nessuno.
Si discute tanto riguardo ai vari indicatori economici per capire se la crisi è passata, si sta con il PC (o meglio il MAC) acceso tutto il dì cercando di capire dove andranno i vari indici azionari, si aspettano le voci dei vari geniacci alla Greenspann o alla Bernanke per carpirvi segreti e premonizioni future. Insomma tutti zitti, tutti ad aspettare Godot. Ma Godot quando arriverà?? Chissà. Sì insomma ci si sta comportando come se la crisi o, e ripeto nuovamente, i suoi strascichi siano davvero passati.
Non farò il menagramo alla Franceschini, no, quello che intendo dire è che anche in questo caso dal Kaos non nascerà nessun ordine. Dalla crisi, dal perché la crisi è arrivata non si imparerà nulla, perché l’attuale trend questo ci dimostra. Chi e che cosa ha causato questa caduta, questo scossone? Sono tanti i “non lo si sa” o, e ancor più divertenti, coloro i quali dicono che una cosa del genere non si poteva prevedere. E’ triste che lo dicano pure certi premi Nobel, ma si sa, tutto nel mondo reale può accadere. La malizia in questo genere di situazioni poi sguazza comodamente.
A suo tempo i media di tutto il mondo sbatterono sul banco degli imputati il terribile Fuld della Lehman Brothers, ora su questo banco non c’è più nessuno. Tu guarda. Tutti zitti, tutti lì fermi, come quei bimbi, dall’animo innocente, che fatta la marachella aspettano il colpo, sperando che non arrivi. E sì, tanti proclami, tanti soldi, tanti liquidi pompati nel sistema, sperando di poter dire un giorno o l’altro: t’oh eppur si muove ancora.. Brutta storia questa, perché la posta in gioco è la sopravvivenza dell’intero sistema che così tanto autoregolato non è.
Già, l’autoregolazione dei mercati o dei sistemi complessi (come quello economico attuale). In teoria è così, un sistema di mercato in condizioni di concorrenza perfetta si autoregola. E’ corretto e giusto, l’affermazione non fa una grinza. Ma, c’è un gran bel problema. L’attuale sistema non è per niente in concorrenza perfetta, e oserei dire neppure in concorrenza quasi perfetta. Soprattutto il sistema finanziario. Può un sistema così definirsi se io vendo ad una persona una cosa che neppure io so bene cosa sia davvero? E l’informazione e la trasparenza dove le mettiamo? Per non parlare dei controlli. Sì, il buon De Gaulle diceva “quel grand programme” a noi tocca dire, più mestamente, “quel grand bordel”. E su tutto ciò cala il grande silenzio non soltanto della giustizia, ma anche degli organi d’informazione, tanto in cerca di scandali, ma ora così miopi, così stranamente disattenti.
Perché? Non sta certo a me, piccolo uomo pensante, dire il perché di tutto questo. Ma porre il problema sì, perché non si può davvero far finta di nulla. Insomma, i signori della Enron ci ricordiamo che fine hanno fatto? Sì, sono in galera. Mentre i signori della finanza, i signori del controllo sulla finanza, i signori creatori dei tanto amati derivati, dove sono? Alcuni a dispensar lezioni di buono stile, di buona governance in giro per il mondo.
Altro che Noemi, altro che balle, qui un grande silenzio rischia di far finire tutto in un bel botto!