Quando Keynes coniò il termine di liquidity trap intendeva proprio la situazione in cui la leva monetaria era ormai giunta in prossimità dello 0% (del tasso di interesse di riferimento) e nulla si muoveva. Sì, l’economia non subisce alcun stimolo dalla presenza dell’ingente massa di liquidità immessa sul sistema. Per l’appunto nulla si muove. Perchè? Perché gli operatori economici hanno perso la fiducia nel futuro. Infatti la liquidità immessa sul mercato dovrebbe favorire da un lato l’accesso al credito e quindi gli investimenti e di conseguenza i consumi (per essere sintetici e semplici). Però nonostante ciò nulla si muove. Una situazione analoga a quanto stiamo vivendo in questi giorni con l’aggiunta, però, di un ulteriore fattore.
La crisi scoppiata a fine 2008 secondo molti (ed anche secondo chi scrive) è stata favorita dall’ingente stato liquido del sistema economico moderno, una liquidità di natura finanziaria. Mi spiego, oltre alle valute, alle obbligazioni, alle azioni, alle opzioni si sono aggiunti derivati di ogni natura, ulteriori opzioni di vario genere e tutta una serie di nuovi strumenti molto più simili a delle “assicurazioni”, che però di fatto sono diventate dei veri e propri strumenti ampiamente scambiati su mercati più o meno regolamentati (ex. CdS..). Insomma il sistema economico moderno è stato drogato e come accade in questi casi, proprio come nel caso di una droga, fino a quando il fisico (ovvero il sistema) regge tutto va avanti, ma poi quando questo non regge più, beh, il fisico collassa. Né più né meno di quanto accaduto. Insomma il nostro sistema economico è fin troppo liquido rispetto a quello analizzato da Keynes. Una debolezza in più rispetto al passato…
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