Nella mattinata di ieri (6 febbraio 2012) il Tribunale Ammirativo dello Sport ha condannato il ciclista Alberto Contador a due anni di squalifica per l’assunzione di clenbuterolo (un anabolizzante usato in campo zootecnico per aumentare la massa nel bestiame e in campo sportivo per ridurre il grasso in favore del muscolo) avvenuta durante il Tour de France 2010, vinto dallo stesso Contador. Fin qui non c’è nulla di strano, sfortunatamente, parlando di ciclismo. Il fatto sconcertante è nel processo. Infatti dopo il controllo non negativo al corridore spagnolo venne data una squalifica tecnica in attesa del processo davanti alla federazione spagnola. Questa però accolse la tesi della difesa che sosteneva una ingestione accidentale proveniente da una bistecca “manipolata” da qualche allevatore fraudolento. L’Unione Ciclistica Internazionale si oppose alla sentenza di assoluzione ricorrendo al TAS, facendo ricorso in data 24 marzo 2011. La cosa shoccante è il lungo periodo ti tempo che si è preso il massimo tribunale sportivo per chiudere la questione, quasi dieci mesi, nei quali Contador ha potuto continuare a gareggiare e vincere ( la Vuelta Murcia e il Giro d’Italia 2011). La sentenza del TAS è retroattiva e dunque comincia dalla giorno della scoperta della positività; a Contador vengono tolte tutte le vittorie del 2011 ma dovrà effettivamente scontare solamente i sei mesi rimanenti di squalifica.
Tutta questo affaire mi fa sorgere delle domande sia come ciclista semi agonistico sia come assiduo frequentatore del Bar Sport. Secondo me è giusta la condanna per chi ha infranto le regole e non si può glissarci sopra affermando che sono milionesimi di tracce, perché il regolamento vieta pure quelle particelle; ma chiedo se è giusto aspettare per così tanto tempo una sentenza? È giusto per il corridore dover vivere nel limbo della attesa? Tanti giornalisti si chiedevano perché, nonostante le vittorie del 2011, Contador non sorridesse mai; vorrei vedere le vostre facce se aveste una spada di Damocle sul collo che potrebbe vanificare tutti gli sforzi fatti. Qui si arriva ad un altro punto saliente: è giusto togliere al corridore le vittorie del 2011 anche se è risultato negativo a tutti i controlli anti doping effettuati? Secondo me sarebbe stato giusto far decorrere la squalifica dal giorno della sentenza cancellando solo la vittoria al Tour del 2010. il Giro 2011, Contador l’ha più che meritato attaccando e andando in fuga ogni volta che la strada diventava pendenza! Poi c’è da chiedersi come federazione ciclistica spagnola possa essere un punto di riferimento nella lotta anti doping, dato i precedenti degli anni passati (ricordiamoci che Valverde è stato squalificato solo dopo pesanti influenze delle altre federazioni. Leggi altrimenti : Valverde rischiava l’arresto se metteva piede in territorio italiano e quell’anno il Tour attraversava la Valle d’Aosta). La Spagna ha solo dal 2006 una legislazione anti doping e tutti gli scandali (es Operacion Puerto, Operacion Galgo) sono stati insabbiati invece di chiarire completamente, sia sul piano sportivo sia penale, ed estirpare la scandalosa pratica del doping.
Ormai l’opinione del grande pubblico sul ciclismo è la seguente: “i corridori sono tutti dopati come cavalli da corsa”; allora mi chiedo è il ciclista colpevole di pedalare solo con i prodotti chimici o è il Ciclismo che chiede tempi, salite, e trionfi ottenibili solo con la siringa?