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Il 2011 è ormai passato, di lui non ci restano che i futuri strascichi. Un anno difficile segnato fortemente dall’incertezza e dal dubbio. Se qualcuno ha definito quella iniziata con la tragedia delle torri gemelle, quella del 2001 per intenderci, come “l’era della turbolenza”, oggi possiamo dire di vivere “nell’era dell’incertezza”. Un momento storico nel corso del quale tante certezze, tanti fondamentali dell’economia e della società sono venuti meno o meglio hanno rivelato ancora una volta il proprio lato oscuro. A differenza di quello che la teoria delle asimmetrie informative ci porta a pensare la grande quantità di informazioni (che oggi a differenza di un tempo possediamo) non permette di diminuire il rischio che l’operatore economico corre nel suo agire quotidiano. Anche in presenza di tantissime informazioni il risultato si è spesso dimostrato eguale a quando le informazioni mancavano del tutto. Sembra quasi di parlare di giochi d’azzardo, eppure così non dovrebbe essere. Purtroppo la qualità delle informazioni e la scadenza di queste (proprio come lo yogurt) hanno dimostrato che la quantità non incide se non in negativo spesso. Se possiedo tante informazioni di pessima qualità non posso che finire per agire male, magari anche troppo male. Ratings, rumors, etc. etc. tanti bei termini english style che nel corso dell’ultimo anno (e non solo) hanno spesso fatto tanti e troppi danni.

Il 2011 è stato l’anno del fiato sospeso e degli occhi disperati che talvolta guardavano in giù (se la borsa faceva l’orso) o tiepidamente euforici quando guardavano in su (se la borsa faceva il toro).

L’Italia

Al centro della questione economica dell’Eurozona oggi troviamo l’Italia. Un 2011 caratterizzato dal cambio di governo, dalle tante manovre finalizzate a raddrizzare una situazione annosa e complicata (quella del debito pubblico), insomma un anno sotto i riflettori del mondo economico. Tiene o non tiene l’Italia? Questa è la domanda che i tanti possessori di titoli del debito pubblico italiano si sono posti, con molta inquietudine, nei mesi scorsi. Si badi bene, non è una semplice questione di spread (unità di misura sbrigativa, che tanto piace all’odierna opinione pubblica e media) ma di effettiva tenuta dei conti pubblici ovvero del Sistema-Stato-Italia. Con l’avvento di Monti e l’approvazione dell’ultima manovra ecco che tutto sembra essere risolto, il deleterio immobilismo berlusconiano dell’ultimo periodo sembrava finalmente finito. Ma ecco che spunta la politica del“mal comune, mezzo gaudio” fin troppo poco accademica a differenza dei tanti prof che questo governo compongono. Non mi stancherò di dirlo: troppe gabelle, troppi rincari, tutto troppo semplice. L’attuale Premier ed i suoi entusiasti “sostenitori” non si stancano di ripeterlo “avremmo fatto la fine della Grecia” se non avessimo fatto quanto è stato fatto. Ma siamo sicuri che questa affermazione ad effetto non sia una giustificazione troppo semplice? Di effettive misure immediatamente attuabili (di emergenza) nella manovra ce ne sono poche. Non stiamo parlando di prelievo forzoso sui conti correnti, ma di misure che in gran parte incideranno sul 2012. Diciamo la verità ovvero si è fatto quanto non scontentasse alcune componenti del tessuto sociale ed economico dell’Italia (in particolare quelle più influenti) e si è distribuito il peso della manovra su chi già porta la croce. Le vere misure, quelle serie e strutturali, dovrebbero arrivare prossimamente, proprio nel corso del 2012. Ebbene sentiamoci dunque fiduciosi ed ottimisti dando credito al lavoro dell’attuale nuova compagine governativa. Aspettiamo con ansia di capire quanto questa voglia proporre in tema di riforma del mercato del lavoro, di liberalizzazioni, di riforma della giustizia civile (piaga spesso confusa e la cui importanza economica è spesso sottovalutata), di riforma in senso lato del fisco, etc.. Insomma, per essere più sintetici, ci aspettiamo di vedere nel corso del 2012 i veri fatti ovvero le proposte concrete e strutturali di un governo nato con tante aspettative sino ad ora dubbie (una domanda per i super ottimisti sostenitori del governo Monti: siete seriamente soddisfatti e sicuri del suo operato o al contrario siete così contenti di non vedere più Berlusconi in sella da digerire ogni cosa tanto dolcemente?).

Non aspettiamoci dunque un 2012 in controtendenza con l’andamento del 2011 per l’Italia, per l’Eurozona e direi per l’intera economia. In particolare per quel che è dell’Italia la manovra determinerà un effetto recessivo sui consumi soprattutto se si considera che le tariffe di tanti prodotti/servizi di importanza strategica (vedi carburanti, autostrade, luce, gas, etc.) rincareranno già nel corso dei primi mesi del 2012.

Volendo essere ottimisti occorrerebbe dire che di converso gli sgravi IRAP sulle imprese e le misure a favore dell’occupazione dei giovani e delle donne dovrebbero giovare alla creazione di nuove sacche di reddito utili al rilancio dei consumi. Ma, al contrario, volendo essere realisti tali misure sembrano essere ancora troppo poco rispetto ad un vero rilancio della produzione, quindi dei consumi, del reddito e dell’occupazione.

Sul fronte del debito pubblico l’andamento delle ultime aste dei titoli di stato ha dato buoni risultati, con una diminuzione dei rendimenti ed una domanda in rialzo rispetto a qualche mese fa in cui la crisi dello spreadimperversava. Però, ancora tanto deve essere fatto sul fronte della diminuzione della spesa pubblica e quindi del debito. Non mi stancherò mai di dirlo: lo Stato pesa troppo! Mi auguro che il nuovo governo vari seri tagli alle spese inutili e restituisca al mercato quelle attività che uno stato moderno non può permettersi di gestire in prima persona.

L’Europa

Se per l’Italia i problemi sono sempre gli stessi da anni, anche per l’Europa il vero problema è sempre lo stesso:cosa vuole essere questa Europa? Un’unione politica, un’unione monetaria, fiscale, tutte e tre, che cosa?Un’Europa che ha una Banca Centrale che però non funziona come una vera Banca Centrale (una Federal Reserve per intenderci); un’Europa che consente anche ai paesi non ancora inclusi nel sistema monetario dell’Euro di ricevere risorse ed eleggere rappresentanti/commissari nelle proprie istituzioni; un’Europa che prende decisioni con processi gerontocratici, tardivi e troppo spesso inefficaci, quasi masochisti.

Un’Europa così può dirsi credibile agli occhi degli altri partners mondiali? Penso proprio di no. L’Europa e le sue Istituzioni nel corso del 2011 hanno messo in luce tutta la loro debolezza (non bastano i vertici a 2 o 3..) e nel momento della necessità si è espressa soltanto per moniti o “inviti”. Certamente i più mi diranno che questi sono stati di carattere perentorio e comunque spesso vincolanti (vedi il caso nostrano), ma possiamo dire che un attore forte dello scenario mondiale può permettersi di agire sempre e soltanto in questa maniera. Sinceramente è un po’ poco, non credete?

Il Resto del Mondo

Il 2012, non dimentichiamolo, sarà l’anno delle elezioni negli USA (a novembre). Ma non solo. Da quanto sta accadendo nel Golfo Persico potrebbe anche essere l’anno dell’acuirsi della crisi dei rapporti tra gli USA e Teheran. Droni, manovre navali, prototipi di nuovi missili, sanzioni non sono certo segnali di pace e distensione. Unapatata bollente per l’attuale Presidente e soprattutto per quello che verrà (o resterà..). In più, non dimentichiamolo mai, gli USA hanno un annoso problema legato al proprio debito pubblico, perché l’accordo a suo tempo raggiunto tra la compagine repubblicana e democratica è debole e le spese sanitarie, pensionistiche e belliche sono ancora lì a gravare sull’apparato statale appesantito dall’ingente debito che sul lungo periodo risulterà essere tutt’altro che sostenibile.

Infine

Questo breve scritto rappresenta il tentativo da parte dello Scrivente di iniziare un piccolo e modesto percorso che permetta di rendere un po’ più sistematiche certe idee e certe asserzioni, che spesso vengono scritte o megliopostate di getto. L’intenzione non è quella di leggere la sfera di cristallo o inalare polveri sulfuree per poter comporre degli outlook qualitativi sui giorni che verranno. Lo Scrivente vuole semplicemente lanciare spunti utili a tutti quanti avranno la pazienza e la grazia di leggere questo blog.

Buon 2012 a Tutti!