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Non voglio assolutamente fare del facile populismo, come quanti in seguito alla sua introduzione lo stramaledicevano perché era la causa del “raddoppio di tutti i prezzi”, bensì voglio dire che quanto sta succedendo in Europa in questi giorni è una crisi di sistema, una crisi dell’Euro in quanto unità monetaria. Non possiamo continuare a far finta di nulla tirando di continuo in ballo la questione della speculazione, perché quanto sta succedendo, è prima di tutto una crisi di fiducia, la prima e più importante leva dell’Economia. La speculazione c’è, come in tutti questi casi, ma è un fenomeno indotto ovvero la speculazione fondamentalmente cavalca la situazione. Il fatto che dall’estate i maggiori fondi pensione esteri (che siano californiani, australiani, nipponici, etc. non fa differenza), ovvero delle realtà che puntano a consolidare, a salvaguardare prima di tutto l’integrità del proprio capitale investito, stiano cercando di scrollarsi di dosso titoli di stato (e non solo..) europei, ed la recente asta dei titoli di stato tedeschi a due anni rimasta per il 35% scoperta la dice lunga su quanto stia accadendo (potevo citare anche altri casi, ma per dovere di sintesi..). Quello che i mercati stanno percependo è principalmente un forte aumento del Rischio Paese, eh sì. Il rischio che i membri dell’UE, presi ad uno ad uno, non riescano a far fronte ai propri impegni e di conseguenza che la stessa Unione non regga per il peso di questo fatto e per la debolezza delle sue istituzioni comuni. Chiediamolo ad esempio agli Inglesi che più di ogni altro vedono la fine dell’Euro molto vicina (anche senza leggere i rumors delle presunte tipografie svizzere di nuovi marchi..), ma non solo. Ecco la domanda della settimana: chi si fida più dell’Euro?